martedì 18 novembre 2014

Bracciali colorati

Buon pomeriggio,
questo al momento sono i miei ultimi bracciali che vi mostro.
Questa volta mi sono basata secondo i colori che ovviamente hanno un significato.

Il primo bracciale che ho realizzato è  di colore viola (simboleggia l’attitudine a identificarsi con il prossimo. Il viola stimola il desiderio di avere un legame sia fisico che emotivo,molto intenso con la persona amata. E’ il colore che accresce la capacità ricreativa e la fantasia inibendo,di contro,l’eccesso di razionalità. Chi ama il viola è una persona seducente ma molto inquieta,è una persona che ha il forte desiderio di piacere d’essere accettato e le piace essere circondata. Di solito ha una predisposizione ad essere apprensivo e impacciato ma desidera essere compreso e che venga trattato con modi gentili. Ama l’arte in tutte le sue forme,adora le forti sensazioni che provengono dal contatto con l’ambiente e le persone),le perle utilizzate sono medio – grandi in legno dipinte a mano. Ho utilizzato il classico filo elastico e la chiusura è legata con un nastro di colore rosa corallo (simboleggia la capacità di dare e ricevere amore,il colore rosa in tutte le sue sfumatura conferisce passione e vitalità nell’amore per altri e per se stessi. La caratteristica principale è quella di alleggerire la mente e di fugare pensieri negativi che vi si possono annidare. Chi predilige il rosa è capace di grandi amori passionali dove dona tutto se stesso con totale abnegazione. Ha il forte desiderio di comprendere il partner ed amarlo con tutto se stesso fino ad annullarsi. Chi ama questo colore è una persona che predilige ambienti ovattati ed eterei e desidera stare in compagnia di persone che esprimono tenerezza).



I secondi bracciali che vi mostro sono identici nello stile ma di diverso colore,quello a sinistra è giallo (il giallo è simbolo di luce del sole ma anche della conoscenza e dell’energia,sia dell’intelletto che nervosa. Il colore regola la frequenza del battito cardiaco e la pressione arteriosa. Inoltre agisce sul sistema digestivo e su quello epatico ma anche sulla vescica e la milza. I colori di tonalità gialla agiscono su diversi aspetti della nostra personalità e attitudini: generalmente infatti favoriscono l’estroversione e la capacità di concentrazione. Chi predilige questo colore è una persona estroversa che accoglie con gioia le novità ed è solitamente dotata di una fervente immaginazione. Chi ama questo colore manifesta una vitalità a fasi alterne con picchi più o meno alti. Molto prolifico in fatto di idee che applica al mondo reale è soggetto anche a rapidi cambiamenti di fronte. Ha molte aspettative su il suo futuro e adora rinnovarsi e fare nuove esperienze. Tende spesso a cercare l’approvazione delle persone che lo circondano e fa si il possibile perché sia ammirato. Inoltre soffre di solitudine) mentre quello a destra è rosa corallo (vds. Precedente spiegazione). Entrambi sono perline sintetiche multi sfaccettate di medie dimensioni realizzate con filo elastico.

Il terzo bracciale è multi color grazie alle perle in vetro e ceramica di diverse dimensioni e colore rilegate con una catena d
’argento. I colori che trovate in questo bracciale come vi ho accennato sono vari: arancio ( è il simbolo dell’armonia interiore,di creatività artistica e sessuale,di fiducia in se stessi e negli altri. L’arancione simboleggia la comprensione,la saggezza,l’equilibrio e l’ambizione. Questo colore viene associato alla salute del nostro corpo,agisce sulla nostra vitalità e su tutto quello che concerne l’assorbimento di ciò che si mangia. Libera i sintomi depressivi aumentando la capacità di reagire alle avversità della vita in modo repentino ed efficace. Simbolo per eccellenza di fertilità,stimola la circolazione del sangue e da vitalità agli organi sessuali,sia maschili che femminili,favorendo la fecondità. Le persone che prediligono questo colore manifestano una chiara vitalità ed energia; la preferenza per  rende tali persone capaci di imprese fuori dal comune; imprese  sempre serene e ponderate. E’ una persona ottimista e consapevole delle proprie capacità riponendo in se stesso senza presunzione alcuna,una smista fiducia. Ama con gioia e trasporto e generalmente si trova in perfetta armonia con tutto ciò che la circonda),blu e azzurro (Simbolo di armonia ed equilibrio, di calma. Ha la facoltà di rilassare portando equilibrio nella sfera emotiva, una certa sensibilità portando l’individuo ad essere più vulnerabile ad eventuali “attacchi” esterni. Il colore Blu ha la capacità di normalizzare la frequenza del battito cardiaco e la pressione tendendo così a rilassare il corpo e ad allontanare il senso di ansia. Chi predilige il colore Blu è un individuo dai sentimenti profondi, pacato e con una forte capacità di trovare il proprio equilibrio interiore. E’ una persona che fa degli ideali la sua arma vincente e trova la stabilità grazie al suo attaccamento alle tradizioni. Non per questo chi ama il colore Blu può considerarsi una persona poco propensa ai cambiamenti. Al contrario, la persona del Blu risulta essere tendenzialmente preposta ai continui alti e bassi che la vita gli presenta. Generalmente, la persona che ama il colore Blu tende ad evitare ambienti particolarmente caotici e le persone iraconde),verde (simboleggia la perseveranza e la conoscenza superiore. Il colore Verde emana senso di equilibrio, compassione e armonia; trasmette amore per tutto ciò che riguarda il regno naturale favorendo il giusto contatto con le leggi della natura e con il rispetto delle tradizioni. Oltre ad avere un effetto calmante, ilcolore Verde infonde senso di giustizia e grandezza d’animo oltre a conferire tenacia e perseveranza nel seguire i propri progetti. Di contro, ilVerde crea una sorta di resistenza ai cambiamenti. Risultato della combinazione dei colori Blu e Giallo, il Verde rappresenta anche la tenzione, risultato del senso di quiete emanata dal blu e dell’energia infusa dal Giallo. Il colore Verde inoltre, rappresenta l’energia accumulata non esternata portando, sovente, ad un eccessivo autocontrollo e bisogno di dominare sia le persone che gli eventi. Chi predilige il colore Verde tende ad autoesaltarsi dando, spesso, la sensazione di sentirsi superiore al prossimo. Inoltre, chi ama il colore Verde, è caratterizzato dal continuo desiderio di fare bella figura e impressionare; non accetta cambiamenti nei suoi modi di agire dato che, sentendosi il migliore, l’adattamento agli altri lo svilirebbe nella sua alta considerazione di sé. Conservatore e abitudinario, chi sceglie il Verde si sente spesso insicuro dando prova di fragilità nei confronti di se stesso) e in fine il nero (Il colore Nero è la negazione del colore per antonomasia e rappresenta il confine che segna la conclusione della fase vitale. Il colore Nero quindi esprime negazione per la vita futura con conseguente rifiuto a lottare, negazione per la realtà in cui si vive con conseguente ribellione e aggressività. Il colore Nero conferisce un senso del sacrificio, tenacia, pessimismo, abnegazione e risolutezza nel perseguire le proprie mete. Chi predilige il colore Nero sostiene che il futuro gli riservi scarse opportunità favorevoli ed è convinto che la responsabilità di tutto sia del mondo in cui vive e della società. Da queste convinzioni recondite ne consegue un comportamento apparentemente rinunciatario che può sfociare in rabbiose ribellioni.).
I bracciali che ho realizzato in parte sono come prototipi e un paio gli ho regalato alle persone più care.
Se siete interessati contattatemi privatamente,posso realizzare i stessi bracciali ma con colori diversi se volete.
A presto!

mercoledì 12 novembre 2014

Bracciali Natura

Buon pomeriggio,
i bracciali che vi voglio mostrare oggi sono ispirati sulla natura.
Due hanno simboli della primavera quale la farfalla,una le foglie che possono comprendere due stagioni (primavera – estate),uno basato sul colore di uno dei frutti di bosco più amati (lamponi) e uno più speciale dedicato a una stella molto luminosa ma lontana anni luce da noi (Sirio).

Significato dei simboli:
FARFALLA
La trasformazione che questa creatura compie nel corso del suo ciclo vitale.
Rappresenta la capacità di mettere le ali e librarci in volo, attraverso una metamorfosi che interessa l'intero nostro essere. La natura terrena è lasciata alle spalle grazie a questo processo di evoluzione. Insieme alla capacità di volare nasce anche la possibilità di diffondere bellezza e colore nel mondo attraverso le ali vario pinte, che rappresentano i nostri talenti e capacità.
Nei Tarocchi il simbolo della Farfalla appare nel seme di Spade, che è simbolicamente legato all'Elemento Aria e al potere della Mente. La Farfalla simboleggia infatti anche il pensiero, capace di librarsi e volare libero negli spazi sconfinati dell'Immaginazione Creativa.
FOGLIE DI CILIEGIO  è simbolo di PUREZZA
Un antico proverbio giapponese recita “tra gli alberi il ciliegio, tra gli uomini il guerriero”. Emblematicamente legato alla tradizione dei Samurai, il ciliegio rappresenta dunque la purezza dello spirito, l’onore e l’ideale di virtù più alto e nobile.
FRUTTI DI BOSCO: Lampone
Nei suoi anfratti la Grande Dea, madre di tutti gli dei, chiamata a volte Rea a volte Cibele, vi partorì Zeus e lì lo nascose ai malevoli sguardi del padre Saturno. Sullo stesso monte Venere sedusse Anchise, si accoppiò con Mercurio e vi partorì Eros.
Dunque il Lampone è sacro alle donne, a Venere, il loro archetipo, il cui fiore emblematico è la rosa; archetipo a sua volta di una grande famiglia di piante: le rosacee, appunto, di cui fa parte il Rubus idaeus.
A maggio, sotto il cielo del Toro, governato da Venere, il Lampone fiorisce per fruttificare poi sotto il cielo del Cancro governato dalla Luna protettrice, secondo l'astrologia, dell'apparato riproduttivo femminile.
Il Lampone fa gola: appena si scorge il rosso del suo frutto nelle radure dei boschi montani o submontani dove cresce selvatico, non ci si può trattenere dall'assaggiarne la deliziosa e profumata drupa.
Il Lampone gratifica la gola e, in caso di bisogno, la cura con l'infuso delle sue foglie. La gola, nella melothesia zodiacale, l'associazione tra i segni dello zodiaco e le diverse parti del corpo umano, spetta infatti al Toro.
Le altre virtù medicinali del Rubus idaeus si rivolgono prevalentemente all'apparato riproduttivo femminile, come è iscritto nel suo mito. Da questo punto di vista ne vanno segnalate in particolare le proprietà protettive, corroboranti e ricostituenti del tessuto uterino ed armonizzanti delle funzioni di questo organo.
Oltre a ciò la vocazione venusiana del Lampone consente a questa pianta, come a molte delle sue consorelle rosacee, virtù medicinali volte a preservare la forma, la proporzione armoniosa, la bellezza del corpo di cui la loro dea è il simbolo. Le attività astringenti dei tannini di cui è ricco questo arbusto cespuglioso preservano infatti pelle e mucose da dermatiti, infiammazioni, ulcerazioni ed emorragie, così come da diarrea, leucorrea o da prolasso uterino.
Infine a sottolineare ancora una volta le virtù «muliebri e materne» di questa pianta, segnaliamo anche la sua azione positiva in caso di una insufficiente produzione di latte materno o di una sua insoddisfacente qualità.
La fama di queste proprietà curative, che si devono soprattutto alle foglie e ai giovani getti del lampone, è stata un po' oscurata da quella dei suoi frutti, per i quali è in genere coltivato, da cui si ricavano marmellate, succhi e sciroppi prelibati. Va comunque ricordato che anche questi, al pari di altri piccoli frutti del bosco come le more, i mirtilli ed il ribes, si segnalano non solo per la loro squisitezza ma anche per importanti apporti nutritivi in vitamine e sali minerali.
STELLA (SIRIO nel mio caso)
Nel corso dei secoli Sirio è stata oggetto di grande venerazione ed ha fatto parte dei miti di tutto il mondo. Persino in epoca moderna, negli anni ‘70, è divenuta protagonista di una teoria molto controversa, legata agli extraterrestri ed alla tribù Dogon del Mali, pubblicata dallo studioso Robert Temple.
Tra gli appassionati dibattiti che questa stella suscita, sussistono varie ipotesi sull’origine del suo nome attuale, la cui radice sembra risalire alla parola greca Sirio, che significa “fiammeggiante” o “scintillante”, aggettivo apparentemente dovuto al fatto che si alzava in cielo nel momento di maggiore calore estivo (conosciuta come “Stella del Cane” era associata, infatti, alla “canicola” N.d.R.). Alcuni etimologi, tuttavia, suggeriscono una connessione della stella con l’antico dio Osiride. Ma, di tutti i nomi e gli epiteti che ha ricevuto, quello che meglio riflette la fama del suo ruolo nella storia è: “Stella di Iside”.
Nascita di una dea
Fin dagli inizi gli antichi Egizi prestarono particolare attenzione a Sirio, che identificavano con l’anima della dea Iside. Ci fu un tempo in cui Sirio non era visibile nel cielo d’Egitto. Questa circostanza è causata da un fenomeno noto come “precessione degli equinozi”, il movimento retrogrado dei punti equinoziali in virtù del quale, di anno in anno, si anticipa leggermente l’inizio delle stagioni. La precessione è, pertanto, un’oscillazione molto lenta che provoca un effetto peculiare, quasi che il paesaggio stellare oscillasse avanti e indietro come un pendolo. Dodicimila anni prima di Cristo, osservando il cielo dall’altopiano di Giza, Sirio si trovava sotto la linea dell’orizzonte. Fece la sua prima apparizione nei cieli di questo luogo intorno al 10.500 a.C.
In seguito, subì un’inclinazione di 58 gradi e 43’, il che significa che era visibile solo da sud, a circa 1,5 gradi sopra la linea dell’orizzonte. Per gli uomini di quel tempo presenziare alla “nascita” di una stella così brillante dovette essere una visione impressionante, legata a significati e messaggi provenienti dagli dei.
L’ascensione di Sirio, inoltre, avvenne mentre la costellazione della Vergine sorgeva ad est, circostanza che potrebbe spiegare perché la stella divenne il simbolo della dea vergine. Non sappiamo esattamente quando Sirio venne identificata con la dea Iside, però l’idea risale all’origine della cultura egizia e fu dalla “matrice” Iside-Sirio che sorse il bambino divino, Horus, il cui concepimento e la cui nascita avvennero in modo magico.
La matrice divina
Iside ed Osiride erano due dei quattro figli nati dalla matrice della dea del cielo, Nut, e del padre Ra, dio del Sole. Gli altri due bambini erano Seth e Nephti. Osiride prese Iside in sposa e divennero i primi reggenti dell’Egitto. All’età di 28 anni, Osiride fu assassinato da suo fratello Seth e il suo corpo venne tagliato in 24 pezzi. Iside recuperò tutti i pezzi eccetto il fallo. Ne fabbricò quindi uno artificiale per Osiride, poi si sdraiò sopra di lui prendendo la forma di un falco e restò gravida del suo seme. In seguito, corse a nascondersi negli acquitrini del Nilo, dando alla luce Horus. Tanto nei Testi delle Piramidi quanto in altri testi religiosi si riflette il fatto che questo mito trova la sua controparte nelle stelle, dove Iside è identificata con Sirio e Osiride con la costellazione di Osiride.
Ricostruendo l’aspetto che i cieli avevano all’epoca della Prima Era Dinastica (verso il 3300 a.C.) ovvero, appena prima della costruzione della Grande Piramide (2750-2100 a.C.), scopriamo che la stella Sirio effettuava nei cieli un ciclo tale da spiegare perché fosse associata ad una nascita magica. A causa del fatto che la Terra ruota intorno al Sole, durante l’anno le stelle fisse sembrano spostarsi in relazione a questo movimento. Le osservazioni annuali di Sirio, ad esempio, dimostrano che c’è un momento in cui la stella si alza ad ovest, immediatamente dopo il tramonto del sole.
Poi, la stella scompare nuovamente per un periodo di 70 giorni. Quando tornerà ad apparire, sorgerà ad est, nel momento che precede l’alba. Questa ri-apparizione è nota come “ascensione eliaca” della stella. In questo modo, nell’anno 3300 a.C., l’ascensione eliaca di Sirio avvenne esattamente il giorno del solstizio d’estate. La precessione ha fatto sì che, da allora, questa data si sia spostata di 45 giorni e adesso l’ascensione eliaca di Sirio avviene il 5 agosto.
Tempo di rinascita
La sorprendente congiunzione dell’ascensione eliaca di Sirio e del solstizio estivo dell’anno 3300 a.C. costituì un potente presagio. Però, allo stesso tempo, in Egitto ebbe luogo un altro avvenimento che, in modo abbastanza letterale, provocò la rinascita di tutto il paese: la piena annuale del Nilo.
Dopo la costruzione della diga di Assuan, avvenuta negli anni ‘60, le inondazioni del Nilo risultano completamente sotto controllo ma, nell’antichità, il Nilo iniziava ad ingrossarsi all’inizio di giugno ed inondava tutta la valle verso la fine di luglio. Sappiamo che gli antichi Egizi credevano che la causa dell’inondazione fosse l’ascensione eliaca di Sirio, che divenne così il segno che marcava l’inizio del Nuovo Anno. Esistono alcuni antichi testi che si riferiscono alla congiunzione del Nuovo Anno, al solstizio estivo, all’inizio della piena ed all’apparizione di Sirio, dai quali si evince che questo avvenimento era della massima importanza. Il più antico di tali testi è inciso su di una piccola tavoletta datata alla I Dinastia (3100 a.C.), dove si legge: “Sirio è colei che apre l’annuale inondazione”.
Nel suo libro “Echoes of the Ancient Skies” (Echi degli antichi cieli) l’archeoastronomo Ed Krupp scrive: “Dopo essere scomparsa dal cielo notturno (per 70 giorni) Sirio riappare finalmente con l’alba, prima che nasca il Sole. La prima volta che ciò accade, ogni anno, si denomina l’ascensione eliaca della stella e, in quel giorno, Sirio rimane visibile solo per un breve periodo di tempo. Nell’antico Egitto questa riapparizione annuale avveniva intorno al solstizio estivo e coincideva con la piena del Nilo. Iside, come Sirio, era la “Signora dell’inizio dell’anno”, poiché per gli Egizi l’anno nuovo era segnalato da quest’evento. Sirio fa rivivere il Nilo, così come Iside fa rivivere Osiride. Il periodo di tempo in cui Iside si nascose da Seth corrisponde al lasso di tempo in cui Sirio scompare dal cielo notturno. Lei diede luce a suo figlio Horus, così come Sirio dà luce al Nuovo Anno e, nei testi sacri, Horus ed il Nuovo Anno sono equivalenti. Lei è il veicolo per il rinnovamento della vita e dell’ordine. Brillando per un momento, in un mattino d’estate, stimola il Nilo ed inizia l’anno”.
Signora della Piramide
È risaputo che, ad est della Grande Piramide, in passato esisteva un edificio chiamato “Tempio di Iside”. Nel cosiddetto “Inventario Stella”, datato alla XXVI Dinastia, Iside è definita la “Signora della Piramide”. Si è perfino suggerito che la “Quinta Divisione del Duat” (l’oltretomba) descritta nel Libro dei Morti, nella quale è raffigurata una doppia sfinge gigantesca che custodisce un’enorme piramide, potrebbe essere una rappresentazione stilizzata della necropoli di Giza. Se così fosse, potremmo stabilire una relazione secondo cui, sulla sommità della piramide della Quinta Divisione, al posto del vertice noto come piramidion, vi sarebbe il “volto di Iside”. Forse, però, risulterà ancora più convincente il nome di Sirio scritto in caratteri geroglifici: una stella a cinque punte, un semicerchio ed uno stretto triangolo. Secondo E.C. Krupp, “un’ultima peculiarità dell’interpretazione che gli Egizi davano a Sirio sembra vincolarla, tramite il culto di Osiride, alle Piramidi. Il nome Sirio, scritto in caratteri geroglifici, include il simbolo di una stella ed altri due simboli che possono essere collegati con il Benben. Il triangolo, lungo e stretto, ricorda più una piramide o, forse, un obelisco. Così come il Benben simboleggia l’emergere dell’esistenza dalla non-esistenza, la nascita del mondo, Sirio commemorava la creazione posandosi sopra il Benben, fosse esso obelisco, piattaforma d’osservazione o piramide…”
Il Benben al quale si riferisce Krupp era una pietra sacra che, per un certo periodo, fu custodita nel “Tempio della Fenice” a Eliopoli, e che servì come modello per il vertice delle monumentali piramidi e degli obelischi. Il Benben della Grande Piramide scomparve, però è probabile che fosse scolpito nel granito nero e ricoperto d’oro, forse per simboleggiare la stella. Tuttavia, la connessione più convincente, tra quelle esistenti fra la stella Sirio e la Grande Piramide, risiede nella struttura interiore di quest’ultima. Da ciascuna delle camere interne della Grande Piramide, quelle del Re e della Regina, si dipartono due lunghi e stretti passaggi, uno verso nord e l’altro verso sud. Dal 1964 sappiamo che questi passaggi erano allineati astrologicamente con le stelle quando la piramide fu completata, nell’anno 2500 a.C.
Ne 1987 scoprii che il passaggio sud della camera della Regina era rivolto verso Sirio. Queste relazioni fra la Grande Piramide e Sirio non ci sorprendono, poiché la Piramide era, quasi sicuramente, la custode della rinascita astrale del culto faraonico contenuto nel mito di Iside ed Osiride.
La dea in viaggio
Durante l’antica civiltà egizia, la celebrazione della nascita del bambino divino Horus si commemorava all’inizio del nuovo anno, quando la stella Sirio (Iside) compiva la sua ascensione eliaca, all’alba. Circa trecento anni prima della nascita di Gesù l’Egitto era caduto sotto il dominio dei Tolomei, dinastia greca che governò l’Egitto dal 305 a.C. fino al 30 a.C. e la cui ultima regina fu la famosa Cleopatra VII. Durante questo periodo la capitale dell’Egitto fu trasferita ad Alessandria, dove s’instaurò il culto pseudo-egizio di Serapide, un dio nato dalla sintesi del dio egizio Asarhapi (Osiride-Api), il cui nome significa “Osiride del Nilo”. Iside venne così trasformata nella consorte di Serapide e il suo culto fiorì in Alessandria ed in tutto il bacino mediterraneo, essendo adottato da molte delle legioni romane e percorrendo con loro il cammino verso l’Europa occidentale. Accanto al culto di Iside si diffuse la celebrazione della nascita di Horus (Harpocrate per i Greci o Apollo e il Sole Invitto per i Romani).
Stranamente, quando Giulio Cesare introdusse il calendario giuliano, fu l’astronomo alessandrino Sosigenis che si occupò di convertire l’antico calendario lunare nel nuovo calendario solare, prendendo l’idea dagli Egizi, i quali possedevano un calendario solare già dal 3300 a.C.
Questo calendario faceva coincidere l’Anno Nuovo con l’ascensione eliaca di Sirio che, all’epoca di Sosigenis, iniziava a luglio. Immagino sia questo il motivo per cui proprio questo mese fu nominato in onore di Giulio Cesare, la cui consorte, la regina egizia Cleopatra, fu un’alta sacerdotessa del culto di Iside.
Un culto con molti dei
Dopo la morte di Cleopatra, l’Egitto si trasformò in una provincia romana nella quale convivevano una vasta comunità greca e romana (ad Alessandria) e, soprattutto, un grande numero di Ebrei fuggiti dalla Giudea.
Col sorgere della nuova cristianità in Egitto, l’antico culto misterico dei faraoni, che si era mescolato con i culti greci e romani, si unirà alle ideologie giudeo-cristiane. I principi di questi antichi culti misterici rientravano nella convinzione che l’immortalità potesse essere raggiunta attraverso gli insegnamenti iniziatici di un “figlio di Dio morto e resuscitato” e nella rappresentazione simbolica della sua morte e resurrezione. Il dio fenicio Adone, il frigio Attis, l’egiziano Osiride e l’alessandrino Serapide divennero così quasi contendenti all’interno di una dottrina simile.
Come se non bastasse, i Romani avevano importato in Egitto il culto misterico di Mitra, la cui nascita veniva celebrata al tramonto del 25 dicembre. Non sorprende, pertanto, che la prima comunità cristiana celebrasse la nascita di Gesù, il suo “figlio di Dio morto e resuscitato”, proprio il 25 dicembre e con l’idea che fu una “stella sorta ad oriente” a segnalare l’evento sovrannaturale della sua nascita.
Il Vangelo egizioSolo uno dei Vangeli, quello di S. Matteo, parla della nascita di Gesù collegandola all’apparizione d’una stella e all’arrivo di Re Magi provenienti dall’oriente, ed è anche l’unico che narra della “fuga in Egitto” intrapresa dalla Sacra Famiglia. Perché gli altri Vangeli serbano il silenzio su questo evento? Possiamo dedurne che non si trattò di un avvenimento “storico”, bensì mitico? Per molto tempo gli studiosi hanno pensato che il Vangelo di S. Matteo fu probabilmente redatto fra il 40 e l’80 d.C., nella città di Alessandria. Ebbene, in Alessandria la celebrazione del nuovo giorno e del Nuovo Anno non si svolgeva all’alba, bensì al momento del tramonto per adattarsi, in questo modo, ad entrambe le tradizioni: quella ebreo-cristiana e quella romana, nella quale c’era l’usanza di celebrare tali avvenimenti al tramonto del Sole.
Tenendo a mente questo particolare, abbiamo esaminato il cielo così come appariva, visto da est, il giorno 25 di dicembre dell’anno 50 d.C., all’ora del tramonto: doveva essere identico a quello visibile in Egitto nell’anno 3300 a.C., all’alba, quando la “nascita” di Horus dalla matrice di Iside veniva celebrata dall’ascensione eliaca di Sirio:
• Intorno alle 4:28 (ora GMT) il Sole inizia a porsi 28° a nord-est.
• Circa 35 minuti più tardi, intorno alle 5:03, il sole si è posto completamente ad ovest. Allo stesso tempo, da est appare la cintura di Orione all’orizzonte.
• 51 minuti più tardi, alle 5:54, il Sole si è nascosto circa 10° sotto l’orizzonte e già si scorgono le stelle ad occhio nudo.
• Guardando verso est, la stella Sirio ascende nel cielo (la cintura di Orione si trova a circa 25° sopra l’orizzonte orientale, dando l’illusione che abbia annunciato l’ascensione di Sirio).
L’immagine celeste, pertanto, ci dimostra che il 25 dicembre, dopo il tramonto, erano visibili le tre stelle della cintura di Orione che salivano ad est, come per annunciare l’arrivo della stella della nascita, Sirio, che avveniva un’ora dopo. Sarebbe poco probabile che S. Matteo non si fosse accorto di un segno celeste così potente (che, com’era ben noto, in Egitto segnalava la “nascita del bambino divino”).
Il simbolo perduto
Sembra evidente che l’introduzione di un nuovo bambino divino (Gesù) in Egitto e nel mondo greco-romano risultò benefica e ben accetta, giacché incorporava la poderosa mitologia di Iside e Sirio.
Pertanto, dobbiamo dedurre che, all’epoca, Iside e il bambino Horus furono trasformati nella Vergine Maria e nel bambino Gesù e che la stella Sirio fu convertita nella “Stella d’Oriente”. Perfino i “tre re” avrebbero il loro simbolismo stellare, essendo identificati con le tre stelle della cintura di Orione. In quest’ottica, nel suo libro “I nomi delle stelle: tradizione e significato”, l’astronomo R.H. Allen segnala che nel folklore europeo la cintura di Orione viene spesso chiamata “dei Magi” o “dei Tre Re”. L’esperto di Mitologia Cristiana Alvin Boyd Khun scrisse:
“Esiste la leggenda dei Tre Re d’Oriente che vennero a Natale per adorare il Dio appena nato…dai giorni dell’antichità, i Tre Re furono le tre stelle visibili della cintura di Orione”. Senza dubbio, le coincidenze sono troppe.
Il primo bracciale è realizzato con perle piatte marroni in vetro e una farfalla in madre perla.

Il secondo bracciale è realizzato con catena color argento con perle nere e charmes a forma di foglia.
Il terzo bracciale è realizzato con catena color argento charmes colorati di vari dimensioni e forma, particolare uno a forma di piccola farfalla trasparente.
Il quarto bracciale è realizzato con perle color lampone (da qui l’ispirazione) e perle gialle e nere tutte in plastica.
Ultimo bracciale,il quinto per la precisione è realizzato con perle sintetiche di vari colori (giallo perlato,verde petrolio e oro).
Se siete interessati a questo tipo di bigiotteria contattatemi privatamente.
A presto!

giovedì 6 novembre 2014

Bracciali in rosa

Buonasera,
vi mostro una altro stile di bracciali che ho realizzato e che ho chiamato “stile rosa” per tutte quelle ragazze e donne che amano questo colore.
In genere il colore rosa significa: simbolo della capacità di dare e ricevere amore,il colore conferisce con passione e vitalità nell’amore per altri e per se stessi. Ha la funzione di aumentare l’intuito nelle donne e aiutano a mettere gli uomini in condizioni di capire al meglio le donne.
La caratteristica principale del colore rosa è quella di alleggerire la mente e di mettere in fuga i pensieri negativi che vi si possono annidare. Ma questo colore,simboleggia anche la capacità di aprirsi verso il prossimo in un continuo equilibrio di scambio tra il dare e il ricevere. Infonde inoltre la capacità del perdono ed esprime il reciproco bisogno di dare e ricevere tenerezze.
Chi rifiuta il rosa ha paura di uscire allo scoperto e mostrare il suo lato debole temendo di venir ferito.
I bracciali che ho realizzato sono diversi tra di loro ma hanno in comune la tonalità del rosa.
Il primo è un bracciale con catena e tanti chermes rosa di varie tonalità,forma e materiale dalla perla in vetro a quella in plastica. La catena e chiusura  è in acciaio color  argento.
Il secondo bracciale più semplice con allacciatura elastico per bijoux,perle materiale sintetico di diverse dimensioni e con l’aggiunta di due distanziatori in acciaio. I colori utilizzati sono il rosa,viola,fuxia e argento.
Se siete interessati almeno a uno dei due prototipi contattatemi tramite e- mail su lucilla_23@hotmail.com o fioredicalendula@outlook.it

Per qualsiasi informazione rimango a disposizione.

lunedì 3 novembre 2014

Info importanti

Ciao amici che sfogliate le pagine immaginarie di questo blog e la pagina facebook,
ho visto la statistica delle visualizzazioni del blog dall'apertura e siete numerosi sopratutto Americani.
Ho deciso di fare questo articolo per spiegarvi in breve le mie intenzioni.
Se siete interessati a qualche articolo e non abitate in Europa e soprattutto non conoscete la lingua italiana non vi preoccupata.
Parlo inglese,spagnolo e tedesco se non parlate queste lingue non c'è problema ho una mia amica che conosce il cinese,arabo e francese. Se ci fossero altri problemi utilizzerò la fantastica applicazione di Google per le traduzioni (insomma in qualche modo ci capiamo).
Se foste interessati a qualche mio articolo basta che scrivete alle 2 mail: lucilla_23@hotmail.com oppure fioredicalendula@outlook.it.
Per le spedizioni mi posso organizzare tramite spedizione in Italia e Europa con posta Ordinaria,Extra Europea con posta Prioritaria e in ogni caso si trova sempre la soluzione migliore.
Per i prezzi mi contattate sempre privatamente.
Spero di esservi utile,per ogni informazione rimango a vostra disposizione.

Bracciali stile classico

Buon pomeriggio,
ho preso una piccola pausa per queste festività appena trascorse,non ho avuto molto tempo per dedicarmi alle creazioni visto che ho avuto a pranzo di sabato i miei suoceri e cognato  e domenica i miei genitori praticamente la mia creatività si è sbizzarrita in cucina.
Bando alle ciance inizio a parlarvi di questi 4 bracciali diversi ma simili nello stile,li definirei classici adatti sia per ragazze che per donne a secondo dei loro stili.
Sono realizzati tutti con perle sintetiche e legate con il classico filo elastico.
Il primo bracciale più classico con perle  bianche di varie forme,oro e verde petrolio con chiusura classica a moschettone in argento.

Il secondo bracciale dedicato alle amanti dei toni scuri,quale il nero perle nere  e nero antracite con un cameo di perla in metallo oro.
Il terzo bracciale toni sul viola – rosa con cameo di perla nera,la chiusura è come il primo bracciale con chiusura a moschettone in argento.
Il quarto e ultimo bracciale in  stile più ricercato visto che ho utilizzato perle più grandi con stampa di rose e le classiche perle bianche.
Se siete interessati almeno a uno dei 4 bracciali o tutti e quattro vi lascio il link dove contattarmi tramite e – mail: http://lateladilaura.blogspot.it/2014/10/presentazione-blog.html

Vi aspetto presto!