mercoledì 3 dicembre 2014

Ciondolo fatato

Buongiorno,
dopo aver pubblicato vari articoli di bijoux creativi in particolare bracciali vorrei mostrarvi il mio primo ciondolo creativo molto stilizzato che rappresenta la fata.
Quel mondo incantato che spesso per chi ci crede e per chi non crede è un mondo magico reale e in reale.
Sapete che ogni mia creazione ha il suo perché?
Credo di si,visto che ogni creazione che vi ho presentato vi ho dato la giusta spiegazione allora iniziamo subito…

La fata simboleggia tante cose: lo spirito vitale della natura,l’istinto,l’intuizione,il sesto senso,il soprannaturale,i sogni e la psiche,la spiritualità e la magia,il potere delle forze nascoste quindi le capacità interiori come la forza di guarigione e di trasformazione che sono presenti in tutte le creature e negli elementi. Spesso noi umani amiamo le fate tant’è che facciamo tatuaggi o abbiamo statuette in casa,facciamo disegni e questo può esprimere una nostra vocazione personale come l’amore per la natura e la dedizione agli altri oppure la scegliamo come porta fortuna.


Il ciondolo che ho realizzato è ispirato alla natura,io amo tra l’altro molto la natura e ho pensato di realizzare una fatina stilizzata da portare come ciondolo porta fortuna insieme a me o a voi.
L’ho realizzato con varie perline sintetiche colorate proprio per ispirazione alla natura,la perlina gialla rappresenta il volto e quindi i capelli color rosso carota,le ali rappresentate dalle perle sfaccettate rosa trasparenti,il vestito dalle perle nero e argento tutte legate dal filo di ferro argentato.
Questo ciondolo può essere abbinato a una catena color argento,oppure applicata in un porta chiave,ciondolo per il cellulare o in una spilla.
Tante variegati per un solo oggetto.
Se siete interessati (contattatemi privatamente) o vi piacerebbe vedere delle varianti potete scrivermi tranquillamente qui sotto l’articolo un commento.
Vi aspetto a presto. 

martedì 18 novembre 2014

Bracciali colorati

Buon pomeriggio,
questo al momento sono i miei ultimi bracciali che vi mostro.
Questa volta mi sono basata secondo i colori che ovviamente hanno un significato.

Il primo bracciale che ho realizzato è  di colore viola (simboleggia l’attitudine a identificarsi con il prossimo. Il viola stimola il desiderio di avere un legame sia fisico che emotivo,molto intenso con la persona amata. E’ il colore che accresce la capacità ricreativa e la fantasia inibendo,di contro,l’eccesso di razionalità. Chi ama il viola è una persona seducente ma molto inquieta,è una persona che ha il forte desiderio di piacere d’essere accettato e le piace essere circondata. Di solito ha una predisposizione ad essere apprensivo e impacciato ma desidera essere compreso e che venga trattato con modi gentili. Ama l’arte in tutte le sue forme,adora le forti sensazioni che provengono dal contatto con l’ambiente e le persone),le perle utilizzate sono medio – grandi in legno dipinte a mano. Ho utilizzato il classico filo elastico e la chiusura è legata con un nastro di colore rosa corallo (simboleggia la capacità di dare e ricevere amore,il colore rosa in tutte le sue sfumatura conferisce passione e vitalità nell’amore per altri e per se stessi. La caratteristica principale è quella di alleggerire la mente e di fugare pensieri negativi che vi si possono annidare. Chi predilige il rosa è capace di grandi amori passionali dove dona tutto se stesso con totale abnegazione. Ha il forte desiderio di comprendere il partner ed amarlo con tutto se stesso fino ad annullarsi. Chi ama questo colore è una persona che predilige ambienti ovattati ed eterei e desidera stare in compagnia di persone che esprimono tenerezza).



I secondi bracciali che vi mostro sono identici nello stile ma di diverso colore,quello a sinistra è giallo (il giallo è simbolo di luce del sole ma anche della conoscenza e dell’energia,sia dell’intelletto che nervosa. Il colore regola la frequenza del battito cardiaco e la pressione arteriosa. Inoltre agisce sul sistema digestivo e su quello epatico ma anche sulla vescica e la milza. I colori di tonalità gialla agiscono su diversi aspetti della nostra personalità e attitudini: generalmente infatti favoriscono l’estroversione e la capacità di concentrazione. Chi predilige questo colore è una persona estroversa che accoglie con gioia le novità ed è solitamente dotata di una fervente immaginazione. Chi ama questo colore manifesta una vitalità a fasi alterne con picchi più o meno alti. Molto prolifico in fatto di idee che applica al mondo reale è soggetto anche a rapidi cambiamenti di fronte. Ha molte aspettative su il suo futuro e adora rinnovarsi e fare nuove esperienze. Tende spesso a cercare l’approvazione delle persone che lo circondano e fa si il possibile perché sia ammirato. Inoltre soffre di solitudine) mentre quello a destra è rosa corallo (vds. Precedente spiegazione). Entrambi sono perline sintetiche multi sfaccettate di medie dimensioni realizzate con filo elastico.

Il terzo bracciale è multi color grazie alle perle in vetro e ceramica di diverse dimensioni e colore rilegate con una catena d
’argento. I colori che trovate in questo bracciale come vi ho accennato sono vari: arancio ( è il simbolo dell’armonia interiore,di creatività artistica e sessuale,di fiducia in se stessi e negli altri. L’arancione simboleggia la comprensione,la saggezza,l’equilibrio e l’ambizione. Questo colore viene associato alla salute del nostro corpo,agisce sulla nostra vitalità e su tutto quello che concerne l’assorbimento di ciò che si mangia. Libera i sintomi depressivi aumentando la capacità di reagire alle avversità della vita in modo repentino ed efficace. Simbolo per eccellenza di fertilità,stimola la circolazione del sangue e da vitalità agli organi sessuali,sia maschili che femminili,favorendo la fecondità. Le persone che prediligono questo colore manifestano una chiara vitalità ed energia; la preferenza per  rende tali persone capaci di imprese fuori dal comune; imprese  sempre serene e ponderate. E’ una persona ottimista e consapevole delle proprie capacità riponendo in se stesso senza presunzione alcuna,una smista fiducia. Ama con gioia e trasporto e generalmente si trova in perfetta armonia con tutto ciò che la circonda),blu e azzurro (Simbolo di armonia ed equilibrio, di calma. Ha la facoltà di rilassare portando equilibrio nella sfera emotiva, una certa sensibilità portando l’individuo ad essere più vulnerabile ad eventuali “attacchi” esterni. Il colore Blu ha la capacità di normalizzare la frequenza del battito cardiaco e la pressione tendendo così a rilassare il corpo e ad allontanare il senso di ansia. Chi predilige il colore Blu è un individuo dai sentimenti profondi, pacato e con una forte capacità di trovare il proprio equilibrio interiore. E’ una persona che fa degli ideali la sua arma vincente e trova la stabilità grazie al suo attaccamento alle tradizioni. Non per questo chi ama il colore Blu può considerarsi una persona poco propensa ai cambiamenti. Al contrario, la persona del Blu risulta essere tendenzialmente preposta ai continui alti e bassi che la vita gli presenta. Generalmente, la persona che ama il colore Blu tende ad evitare ambienti particolarmente caotici e le persone iraconde),verde (simboleggia la perseveranza e la conoscenza superiore. Il colore Verde emana senso di equilibrio, compassione e armonia; trasmette amore per tutto ciò che riguarda il regno naturale favorendo il giusto contatto con le leggi della natura e con il rispetto delle tradizioni. Oltre ad avere un effetto calmante, ilcolore Verde infonde senso di giustizia e grandezza d’animo oltre a conferire tenacia e perseveranza nel seguire i propri progetti. Di contro, ilVerde crea una sorta di resistenza ai cambiamenti. Risultato della combinazione dei colori Blu e Giallo, il Verde rappresenta anche la tenzione, risultato del senso di quiete emanata dal blu e dell’energia infusa dal Giallo. Il colore Verde inoltre, rappresenta l’energia accumulata non esternata portando, sovente, ad un eccessivo autocontrollo e bisogno di dominare sia le persone che gli eventi. Chi predilige il colore Verde tende ad autoesaltarsi dando, spesso, la sensazione di sentirsi superiore al prossimo. Inoltre, chi ama il colore Verde, è caratterizzato dal continuo desiderio di fare bella figura e impressionare; non accetta cambiamenti nei suoi modi di agire dato che, sentendosi il migliore, l’adattamento agli altri lo svilirebbe nella sua alta considerazione di sé. Conservatore e abitudinario, chi sceglie il Verde si sente spesso insicuro dando prova di fragilità nei confronti di se stesso) e in fine il nero (Il colore Nero è la negazione del colore per antonomasia e rappresenta il confine che segna la conclusione della fase vitale. Il colore Nero quindi esprime negazione per la vita futura con conseguente rifiuto a lottare, negazione per la realtà in cui si vive con conseguente ribellione e aggressività. Il colore Nero conferisce un senso del sacrificio, tenacia, pessimismo, abnegazione e risolutezza nel perseguire le proprie mete. Chi predilige il colore Nero sostiene che il futuro gli riservi scarse opportunità favorevoli ed è convinto che la responsabilità di tutto sia del mondo in cui vive e della società. Da queste convinzioni recondite ne consegue un comportamento apparentemente rinunciatario che può sfociare in rabbiose ribellioni.).
I bracciali che ho realizzato in parte sono come prototipi e un paio gli ho regalato alle persone più care.
Se siete interessati contattatemi privatamente,posso realizzare i stessi bracciali ma con colori diversi se volete.
A presto!

mercoledì 12 novembre 2014

Bracciali Natura

Buon pomeriggio,
i bracciali che vi voglio mostrare oggi sono ispirati sulla natura.
Due hanno simboli della primavera quale la farfalla,una le foglie che possono comprendere due stagioni (primavera – estate),uno basato sul colore di uno dei frutti di bosco più amati (lamponi) e uno più speciale dedicato a una stella molto luminosa ma lontana anni luce da noi (Sirio).

Significato dei simboli:
FARFALLA
La trasformazione che questa creatura compie nel corso del suo ciclo vitale.
Rappresenta la capacità di mettere le ali e librarci in volo, attraverso una metamorfosi che interessa l'intero nostro essere. La natura terrena è lasciata alle spalle grazie a questo processo di evoluzione. Insieme alla capacità di volare nasce anche la possibilità di diffondere bellezza e colore nel mondo attraverso le ali vario pinte, che rappresentano i nostri talenti e capacità.
Nei Tarocchi il simbolo della Farfalla appare nel seme di Spade, che è simbolicamente legato all'Elemento Aria e al potere della Mente. La Farfalla simboleggia infatti anche il pensiero, capace di librarsi e volare libero negli spazi sconfinati dell'Immaginazione Creativa.
FOGLIE DI CILIEGIO  è simbolo di PUREZZA
Un antico proverbio giapponese recita “tra gli alberi il ciliegio, tra gli uomini il guerriero”. Emblematicamente legato alla tradizione dei Samurai, il ciliegio rappresenta dunque la purezza dello spirito, l’onore e l’ideale di virtù più alto e nobile.
FRUTTI DI BOSCO: Lampone
Nei suoi anfratti la Grande Dea, madre di tutti gli dei, chiamata a volte Rea a volte Cibele, vi partorì Zeus e lì lo nascose ai malevoli sguardi del padre Saturno. Sullo stesso monte Venere sedusse Anchise, si accoppiò con Mercurio e vi partorì Eros.
Dunque il Lampone è sacro alle donne, a Venere, il loro archetipo, il cui fiore emblematico è la rosa; archetipo a sua volta di una grande famiglia di piante: le rosacee, appunto, di cui fa parte il Rubus idaeus.
A maggio, sotto il cielo del Toro, governato da Venere, il Lampone fiorisce per fruttificare poi sotto il cielo del Cancro governato dalla Luna protettrice, secondo l'astrologia, dell'apparato riproduttivo femminile.
Il Lampone fa gola: appena si scorge il rosso del suo frutto nelle radure dei boschi montani o submontani dove cresce selvatico, non ci si può trattenere dall'assaggiarne la deliziosa e profumata drupa.
Il Lampone gratifica la gola e, in caso di bisogno, la cura con l'infuso delle sue foglie. La gola, nella melothesia zodiacale, l'associazione tra i segni dello zodiaco e le diverse parti del corpo umano, spetta infatti al Toro.
Le altre virtù medicinali del Rubus idaeus si rivolgono prevalentemente all'apparato riproduttivo femminile, come è iscritto nel suo mito. Da questo punto di vista ne vanno segnalate in particolare le proprietà protettive, corroboranti e ricostituenti del tessuto uterino ed armonizzanti delle funzioni di questo organo.
Oltre a ciò la vocazione venusiana del Lampone consente a questa pianta, come a molte delle sue consorelle rosacee, virtù medicinali volte a preservare la forma, la proporzione armoniosa, la bellezza del corpo di cui la loro dea è il simbolo. Le attività astringenti dei tannini di cui è ricco questo arbusto cespuglioso preservano infatti pelle e mucose da dermatiti, infiammazioni, ulcerazioni ed emorragie, così come da diarrea, leucorrea o da prolasso uterino.
Infine a sottolineare ancora una volta le virtù «muliebri e materne» di questa pianta, segnaliamo anche la sua azione positiva in caso di una insufficiente produzione di latte materno o di una sua insoddisfacente qualità.
La fama di queste proprietà curative, che si devono soprattutto alle foglie e ai giovani getti del lampone, è stata un po' oscurata da quella dei suoi frutti, per i quali è in genere coltivato, da cui si ricavano marmellate, succhi e sciroppi prelibati. Va comunque ricordato che anche questi, al pari di altri piccoli frutti del bosco come le more, i mirtilli ed il ribes, si segnalano non solo per la loro squisitezza ma anche per importanti apporti nutritivi in vitamine e sali minerali.
STELLA (SIRIO nel mio caso)
Nel corso dei secoli Sirio è stata oggetto di grande venerazione ed ha fatto parte dei miti di tutto il mondo. Persino in epoca moderna, negli anni ‘70, è divenuta protagonista di una teoria molto controversa, legata agli extraterrestri ed alla tribù Dogon del Mali, pubblicata dallo studioso Robert Temple.
Tra gli appassionati dibattiti che questa stella suscita, sussistono varie ipotesi sull’origine del suo nome attuale, la cui radice sembra risalire alla parola greca Sirio, che significa “fiammeggiante” o “scintillante”, aggettivo apparentemente dovuto al fatto che si alzava in cielo nel momento di maggiore calore estivo (conosciuta come “Stella del Cane” era associata, infatti, alla “canicola” N.d.R.). Alcuni etimologi, tuttavia, suggeriscono una connessione della stella con l’antico dio Osiride. Ma, di tutti i nomi e gli epiteti che ha ricevuto, quello che meglio riflette la fama del suo ruolo nella storia è: “Stella di Iside”.
Nascita di una dea
Fin dagli inizi gli antichi Egizi prestarono particolare attenzione a Sirio, che identificavano con l’anima della dea Iside. Ci fu un tempo in cui Sirio non era visibile nel cielo d’Egitto. Questa circostanza è causata da un fenomeno noto come “precessione degli equinozi”, il movimento retrogrado dei punti equinoziali in virtù del quale, di anno in anno, si anticipa leggermente l’inizio delle stagioni. La precessione è, pertanto, un’oscillazione molto lenta che provoca un effetto peculiare, quasi che il paesaggio stellare oscillasse avanti e indietro come un pendolo. Dodicimila anni prima di Cristo, osservando il cielo dall’altopiano di Giza, Sirio si trovava sotto la linea dell’orizzonte. Fece la sua prima apparizione nei cieli di questo luogo intorno al 10.500 a.C.
In seguito, subì un’inclinazione di 58 gradi e 43’, il che significa che era visibile solo da sud, a circa 1,5 gradi sopra la linea dell’orizzonte. Per gli uomini di quel tempo presenziare alla “nascita” di una stella così brillante dovette essere una visione impressionante, legata a significati e messaggi provenienti dagli dei.
L’ascensione di Sirio, inoltre, avvenne mentre la costellazione della Vergine sorgeva ad est, circostanza che potrebbe spiegare perché la stella divenne il simbolo della dea vergine. Non sappiamo esattamente quando Sirio venne identificata con la dea Iside, però l’idea risale all’origine della cultura egizia e fu dalla “matrice” Iside-Sirio che sorse il bambino divino, Horus, il cui concepimento e la cui nascita avvennero in modo magico.
La matrice divina
Iside ed Osiride erano due dei quattro figli nati dalla matrice della dea del cielo, Nut, e del padre Ra, dio del Sole. Gli altri due bambini erano Seth e Nephti. Osiride prese Iside in sposa e divennero i primi reggenti dell’Egitto. All’età di 28 anni, Osiride fu assassinato da suo fratello Seth e il suo corpo venne tagliato in 24 pezzi. Iside recuperò tutti i pezzi eccetto il fallo. Ne fabbricò quindi uno artificiale per Osiride, poi si sdraiò sopra di lui prendendo la forma di un falco e restò gravida del suo seme. In seguito, corse a nascondersi negli acquitrini del Nilo, dando alla luce Horus. Tanto nei Testi delle Piramidi quanto in altri testi religiosi si riflette il fatto che questo mito trova la sua controparte nelle stelle, dove Iside è identificata con Sirio e Osiride con la costellazione di Osiride.
Ricostruendo l’aspetto che i cieli avevano all’epoca della Prima Era Dinastica (verso il 3300 a.C.) ovvero, appena prima della costruzione della Grande Piramide (2750-2100 a.C.), scopriamo che la stella Sirio effettuava nei cieli un ciclo tale da spiegare perché fosse associata ad una nascita magica. A causa del fatto che la Terra ruota intorno al Sole, durante l’anno le stelle fisse sembrano spostarsi in relazione a questo movimento. Le osservazioni annuali di Sirio, ad esempio, dimostrano che c’è un momento in cui la stella si alza ad ovest, immediatamente dopo il tramonto del sole.
Poi, la stella scompare nuovamente per un periodo di 70 giorni. Quando tornerà ad apparire, sorgerà ad est, nel momento che precede l’alba. Questa ri-apparizione è nota come “ascensione eliaca” della stella. In questo modo, nell’anno 3300 a.C., l’ascensione eliaca di Sirio avvenne esattamente il giorno del solstizio d’estate. La precessione ha fatto sì che, da allora, questa data si sia spostata di 45 giorni e adesso l’ascensione eliaca di Sirio avviene il 5 agosto.
Tempo di rinascita
La sorprendente congiunzione dell’ascensione eliaca di Sirio e del solstizio estivo dell’anno 3300 a.C. costituì un potente presagio. Però, allo stesso tempo, in Egitto ebbe luogo un altro avvenimento che, in modo abbastanza letterale, provocò la rinascita di tutto il paese: la piena annuale del Nilo.
Dopo la costruzione della diga di Assuan, avvenuta negli anni ‘60, le inondazioni del Nilo risultano completamente sotto controllo ma, nell’antichità, il Nilo iniziava ad ingrossarsi all’inizio di giugno ed inondava tutta la valle verso la fine di luglio. Sappiamo che gli antichi Egizi credevano che la causa dell’inondazione fosse l’ascensione eliaca di Sirio, che divenne così il segno che marcava l’inizio del Nuovo Anno. Esistono alcuni antichi testi che si riferiscono alla congiunzione del Nuovo Anno, al solstizio estivo, all’inizio della piena ed all’apparizione di Sirio, dai quali si evince che questo avvenimento era della massima importanza. Il più antico di tali testi è inciso su di una piccola tavoletta datata alla I Dinastia (3100 a.C.), dove si legge: “Sirio è colei che apre l’annuale inondazione”.
Nel suo libro “Echoes of the Ancient Skies” (Echi degli antichi cieli) l’archeoastronomo Ed Krupp scrive: “Dopo essere scomparsa dal cielo notturno (per 70 giorni) Sirio riappare finalmente con l’alba, prima che nasca il Sole. La prima volta che ciò accade, ogni anno, si denomina l’ascensione eliaca della stella e, in quel giorno, Sirio rimane visibile solo per un breve periodo di tempo. Nell’antico Egitto questa riapparizione annuale avveniva intorno al solstizio estivo e coincideva con la piena del Nilo. Iside, come Sirio, era la “Signora dell’inizio dell’anno”, poiché per gli Egizi l’anno nuovo era segnalato da quest’evento. Sirio fa rivivere il Nilo, così come Iside fa rivivere Osiride. Il periodo di tempo in cui Iside si nascose da Seth corrisponde al lasso di tempo in cui Sirio scompare dal cielo notturno. Lei diede luce a suo figlio Horus, così come Sirio dà luce al Nuovo Anno e, nei testi sacri, Horus ed il Nuovo Anno sono equivalenti. Lei è il veicolo per il rinnovamento della vita e dell’ordine. Brillando per un momento, in un mattino d’estate, stimola il Nilo ed inizia l’anno”.
Signora della Piramide
È risaputo che, ad est della Grande Piramide, in passato esisteva un edificio chiamato “Tempio di Iside”. Nel cosiddetto “Inventario Stella”, datato alla XXVI Dinastia, Iside è definita la “Signora della Piramide”. Si è perfino suggerito che la “Quinta Divisione del Duat” (l’oltretomba) descritta nel Libro dei Morti, nella quale è raffigurata una doppia sfinge gigantesca che custodisce un’enorme piramide, potrebbe essere una rappresentazione stilizzata della necropoli di Giza. Se così fosse, potremmo stabilire una relazione secondo cui, sulla sommità della piramide della Quinta Divisione, al posto del vertice noto come piramidion, vi sarebbe il “volto di Iside”. Forse, però, risulterà ancora più convincente il nome di Sirio scritto in caratteri geroglifici: una stella a cinque punte, un semicerchio ed uno stretto triangolo. Secondo E.C. Krupp, “un’ultima peculiarità dell’interpretazione che gli Egizi davano a Sirio sembra vincolarla, tramite il culto di Osiride, alle Piramidi. Il nome Sirio, scritto in caratteri geroglifici, include il simbolo di una stella ed altri due simboli che possono essere collegati con il Benben. Il triangolo, lungo e stretto, ricorda più una piramide o, forse, un obelisco. Così come il Benben simboleggia l’emergere dell’esistenza dalla non-esistenza, la nascita del mondo, Sirio commemorava la creazione posandosi sopra il Benben, fosse esso obelisco, piattaforma d’osservazione o piramide…”
Il Benben al quale si riferisce Krupp era una pietra sacra che, per un certo periodo, fu custodita nel “Tempio della Fenice” a Eliopoli, e che servì come modello per il vertice delle monumentali piramidi e degli obelischi. Il Benben della Grande Piramide scomparve, però è probabile che fosse scolpito nel granito nero e ricoperto d’oro, forse per simboleggiare la stella. Tuttavia, la connessione più convincente, tra quelle esistenti fra la stella Sirio e la Grande Piramide, risiede nella struttura interiore di quest’ultima. Da ciascuna delle camere interne della Grande Piramide, quelle del Re e della Regina, si dipartono due lunghi e stretti passaggi, uno verso nord e l’altro verso sud. Dal 1964 sappiamo che questi passaggi erano allineati astrologicamente con le stelle quando la piramide fu completata, nell’anno 2500 a.C.
Ne 1987 scoprii che il passaggio sud della camera della Regina era rivolto verso Sirio. Queste relazioni fra la Grande Piramide e Sirio non ci sorprendono, poiché la Piramide era, quasi sicuramente, la custode della rinascita astrale del culto faraonico contenuto nel mito di Iside ed Osiride.
La dea in viaggio
Durante l’antica civiltà egizia, la celebrazione della nascita del bambino divino Horus si commemorava all’inizio del nuovo anno, quando la stella Sirio (Iside) compiva la sua ascensione eliaca, all’alba. Circa trecento anni prima della nascita di Gesù l’Egitto era caduto sotto il dominio dei Tolomei, dinastia greca che governò l’Egitto dal 305 a.C. fino al 30 a.C. e la cui ultima regina fu la famosa Cleopatra VII. Durante questo periodo la capitale dell’Egitto fu trasferita ad Alessandria, dove s’instaurò il culto pseudo-egizio di Serapide, un dio nato dalla sintesi del dio egizio Asarhapi (Osiride-Api), il cui nome significa “Osiride del Nilo”. Iside venne così trasformata nella consorte di Serapide e il suo culto fiorì in Alessandria ed in tutto il bacino mediterraneo, essendo adottato da molte delle legioni romane e percorrendo con loro il cammino verso l’Europa occidentale. Accanto al culto di Iside si diffuse la celebrazione della nascita di Horus (Harpocrate per i Greci o Apollo e il Sole Invitto per i Romani).
Stranamente, quando Giulio Cesare introdusse il calendario giuliano, fu l’astronomo alessandrino Sosigenis che si occupò di convertire l’antico calendario lunare nel nuovo calendario solare, prendendo l’idea dagli Egizi, i quali possedevano un calendario solare già dal 3300 a.C.
Questo calendario faceva coincidere l’Anno Nuovo con l’ascensione eliaca di Sirio che, all’epoca di Sosigenis, iniziava a luglio. Immagino sia questo il motivo per cui proprio questo mese fu nominato in onore di Giulio Cesare, la cui consorte, la regina egizia Cleopatra, fu un’alta sacerdotessa del culto di Iside.
Un culto con molti dei
Dopo la morte di Cleopatra, l’Egitto si trasformò in una provincia romana nella quale convivevano una vasta comunità greca e romana (ad Alessandria) e, soprattutto, un grande numero di Ebrei fuggiti dalla Giudea.
Col sorgere della nuova cristianità in Egitto, l’antico culto misterico dei faraoni, che si era mescolato con i culti greci e romani, si unirà alle ideologie giudeo-cristiane. I principi di questi antichi culti misterici rientravano nella convinzione che l’immortalità potesse essere raggiunta attraverso gli insegnamenti iniziatici di un “figlio di Dio morto e resuscitato” e nella rappresentazione simbolica della sua morte e resurrezione. Il dio fenicio Adone, il frigio Attis, l’egiziano Osiride e l’alessandrino Serapide divennero così quasi contendenti all’interno di una dottrina simile.
Come se non bastasse, i Romani avevano importato in Egitto il culto misterico di Mitra, la cui nascita veniva celebrata al tramonto del 25 dicembre. Non sorprende, pertanto, che la prima comunità cristiana celebrasse la nascita di Gesù, il suo “figlio di Dio morto e resuscitato”, proprio il 25 dicembre e con l’idea che fu una “stella sorta ad oriente” a segnalare l’evento sovrannaturale della sua nascita.
Il Vangelo egizioSolo uno dei Vangeli, quello di S. Matteo, parla della nascita di Gesù collegandola all’apparizione d’una stella e all’arrivo di Re Magi provenienti dall’oriente, ed è anche l’unico che narra della “fuga in Egitto” intrapresa dalla Sacra Famiglia. Perché gli altri Vangeli serbano il silenzio su questo evento? Possiamo dedurne che non si trattò di un avvenimento “storico”, bensì mitico? Per molto tempo gli studiosi hanno pensato che il Vangelo di S. Matteo fu probabilmente redatto fra il 40 e l’80 d.C., nella città di Alessandria. Ebbene, in Alessandria la celebrazione del nuovo giorno e del Nuovo Anno non si svolgeva all’alba, bensì al momento del tramonto per adattarsi, in questo modo, ad entrambe le tradizioni: quella ebreo-cristiana e quella romana, nella quale c’era l’usanza di celebrare tali avvenimenti al tramonto del Sole.
Tenendo a mente questo particolare, abbiamo esaminato il cielo così come appariva, visto da est, il giorno 25 di dicembre dell’anno 50 d.C., all’ora del tramonto: doveva essere identico a quello visibile in Egitto nell’anno 3300 a.C., all’alba, quando la “nascita” di Horus dalla matrice di Iside veniva celebrata dall’ascensione eliaca di Sirio:
• Intorno alle 4:28 (ora GMT) il Sole inizia a porsi 28° a nord-est.
• Circa 35 minuti più tardi, intorno alle 5:03, il sole si è posto completamente ad ovest. Allo stesso tempo, da est appare la cintura di Orione all’orizzonte.
• 51 minuti più tardi, alle 5:54, il Sole si è nascosto circa 10° sotto l’orizzonte e già si scorgono le stelle ad occhio nudo.
• Guardando verso est, la stella Sirio ascende nel cielo (la cintura di Orione si trova a circa 25° sopra l’orizzonte orientale, dando l’illusione che abbia annunciato l’ascensione di Sirio).
L’immagine celeste, pertanto, ci dimostra che il 25 dicembre, dopo il tramonto, erano visibili le tre stelle della cintura di Orione che salivano ad est, come per annunciare l’arrivo della stella della nascita, Sirio, che avveniva un’ora dopo. Sarebbe poco probabile che S. Matteo non si fosse accorto di un segno celeste così potente (che, com’era ben noto, in Egitto segnalava la “nascita del bambino divino”).
Il simbolo perduto
Sembra evidente che l’introduzione di un nuovo bambino divino (Gesù) in Egitto e nel mondo greco-romano risultò benefica e ben accetta, giacché incorporava la poderosa mitologia di Iside e Sirio.
Pertanto, dobbiamo dedurre che, all’epoca, Iside e il bambino Horus furono trasformati nella Vergine Maria e nel bambino Gesù e che la stella Sirio fu convertita nella “Stella d’Oriente”. Perfino i “tre re” avrebbero il loro simbolismo stellare, essendo identificati con le tre stelle della cintura di Orione. In quest’ottica, nel suo libro “I nomi delle stelle: tradizione e significato”, l’astronomo R.H. Allen segnala che nel folklore europeo la cintura di Orione viene spesso chiamata “dei Magi” o “dei Tre Re”. L’esperto di Mitologia Cristiana Alvin Boyd Khun scrisse:
“Esiste la leggenda dei Tre Re d’Oriente che vennero a Natale per adorare il Dio appena nato…dai giorni dell’antichità, i Tre Re furono le tre stelle visibili della cintura di Orione”. Senza dubbio, le coincidenze sono troppe.
Il primo bracciale è realizzato con perle piatte marroni in vetro e una farfalla in madre perla.

Il secondo bracciale è realizzato con catena color argento con perle nere e charmes a forma di foglia.
Il terzo bracciale è realizzato con catena color argento charmes colorati di vari dimensioni e forma, particolare uno a forma di piccola farfalla trasparente.
Il quarto bracciale è realizzato con perle color lampone (da qui l’ispirazione) e perle gialle e nere tutte in plastica.
Ultimo bracciale,il quinto per la precisione è realizzato con perle sintetiche di vari colori (giallo perlato,verde petrolio e oro).
Se siete interessati a questo tipo di bigiotteria contattatemi privatamente.
A presto!

giovedì 6 novembre 2014

Bracciali in rosa

Buonasera,
vi mostro una altro stile di bracciali che ho realizzato e che ho chiamato “stile rosa” per tutte quelle ragazze e donne che amano questo colore.
In genere il colore rosa significa: simbolo della capacità di dare e ricevere amore,il colore conferisce con passione e vitalità nell’amore per altri e per se stessi. Ha la funzione di aumentare l’intuito nelle donne e aiutano a mettere gli uomini in condizioni di capire al meglio le donne.
La caratteristica principale del colore rosa è quella di alleggerire la mente e di mettere in fuga i pensieri negativi che vi si possono annidare. Ma questo colore,simboleggia anche la capacità di aprirsi verso il prossimo in un continuo equilibrio di scambio tra il dare e il ricevere. Infonde inoltre la capacità del perdono ed esprime il reciproco bisogno di dare e ricevere tenerezze.
Chi rifiuta il rosa ha paura di uscire allo scoperto e mostrare il suo lato debole temendo di venir ferito.
I bracciali che ho realizzato sono diversi tra di loro ma hanno in comune la tonalità del rosa.
Il primo è un bracciale con catena e tanti chermes rosa di varie tonalità,forma e materiale dalla perla in vetro a quella in plastica. La catena e chiusura  è in acciaio color  argento.
Il secondo bracciale più semplice con allacciatura elastico per bijoux,perle materiale sintetico di diverse dimensioni e con l’aggiunta di due distanziatori in acciaio. I colori utilizzati sono il rosa,viola,fuxia e argento.
Se siete interessati almeno a uno dei due prototipi contattatemi tramite e- mail su lucilla_23@hotmail.com o fioredicalendula@outlook.it

Per qualsiasi informazione rimango a disposizione.

lunedì 3 novembre 2014

Info importanti

Ciao amici che sfogliate le pagine immaginarie di questo blog e la pagina facebook,
ho visto la statistica delle visualizzazioni del blog dall'apertura e siete numerosi sopratutto Americani.
Ho deciso di fare questo articolo per spiegarvi in breve le mie intenzioni.
Se siete interessati a qualche articolo e non abitate in Europa e soprattutto non conoscete la lingua italiana non vi preoccupata.
Parlo inglese,spagnolo e tedesco se non parlate queste lingue non c'è problema ho una mia amica che conosce il cinese,arabo e francese. Se ci fossero altri problemi utilizzerò la fantastica applicazione di Google per le traduzioni (insomma in qualche modo ci capiamo).
Se foste interessati a qualche mio articolo basta che scrivete alle 2 mail: lucilla_23@hotmail.com oppure fioredicalendula@outlook.it.
Per le spedizioni mi posso organizzare tramite spedizione in Italia e Europa con posta Ordinaria,Extra Europea con posta Prioritaria e in ogni caso si trova sempre la soluzione migliore.
Per i prezzi mi contattate sempre privatamente.
Spero di esservi utile,per ogni informazione rimango a vostra disposizione.

Bracciali stile classico

Buon pomeriggio,
ho preso una piccola pausa per queste festività appena trascorse,non ho avuto molto tempo per dedicarmi alle creazioni visto che ho avuto a pranzo di sabato i miei suoceri e cognato  e domenica i miei genitori praticamente la mia creatività si è sbizzarrita in cucina.
Bando alle ciance inizio a parlarvi di questi 4 bracciali diversi ma simili nello stile,li definirei classici adatti sia per ragazze che per donne a secondo dei loro stili.
Sono realizzati tutti con perle sintetiche e legate con il classico filo elastico.
Il primo bracciale più classico con perle  bianche di varie forme,oro e verde petrolio con chiusura classica a moschettone in argento.

Il secondo bracciale dedicato alle amanti dei toni scuri,quale il nero perle nere  e nero antracite con un cameo di perla in metallo oro.
Il terzo bracciale toni sul viola – rosa con cameo di perla nera,la chiusura è come il primo bracciale con chiusura a moschettone in argento.
Il quarto e ultimo bracciale in  stile più ricercato visto che ho utilizzato perle più grandi con stampa di rose e le classiche perle bianche.
Se siete interessati almeno a uno dei 4 bracciali o tutti e quattro vi lascio il link dove contattarmi tramite e – mail: http://lateladilaura.blogspot.it/2014/10/presentazione-blog.html

Vi aspetto presto!

venerdì 31 ottobre 2014

Bracciali stile anni'60

Buongiorno e buon Halloween,
ebbene sono riuscita anche io ad apprezzare questa festa che non fa parte della mia cultura.
Da questo articolo in poi pubblicherò tutti i bijoux che ho realizzato fino ad ora,vi avverto che sono tanti per questo faccio tanti articoli così ravvicinati.
I primi due bracciali che ho realizzato sono di stile anni’60 quando la moda abbracciava lo stile bianco – nero con altri colori.
Sono molto simili ma non uguali e il prezzo è super economico.
Il primo ha perle sintetiche sul celeste con roselline nere più un fiocco in organza nera mentre l’altro ha sempre perle sintetiche bianca e verde petrolio. Abbinate perle sintetiche bianco – nere.

Se siete interessati a questi tipi di braccialetti mi dovreste dare la misura della vostra circonferenza del polso mentre se lo volete per un regalo mi limiterò a prendere le misure classiche per la taglia unica.
Per info vi lascio il link del mio primo articolo dove trovate le 2 mail dove scrivermi:
http://lateladilaura.blogspot.it/2014/10/presentazione-blog.html

A presto!

giovedì 30 ottobre 2014

Ordina la dispensa con barattoli di varie misure

Buongiorno,
quelli che vi presento è una creazione di riciclo materiale in parte e soprattutto per la mia esigenza di mettere in ordine parte della mia dispensa e togliere quei “maledetti” imballaggi ingombranti.
Forse avrete notato anche voi nella vostra dispensa pacchettini di cereali,polenta,pasta e spezie ingombrano tantissimo,tant’è che quando si cerca di ordinarlo invece di fare del bene sembra di peggiorare le cose…e poi non ne parliamo di quanto materiale che possiamo riciclare e buttiamo nella divisione dell’immondizia!!
Così ho unito le due cose,l’utile al dilettevole e mi sono creata dei barattoli colorati con prodotti specifici e cercando di eliminare più possibile.
Ho lavato e riutilizzato vecchi barattoli comprati al supermercato che contenevano alimenti,ho applicato il colore solo all’esterno e anche la scritta si trova solo all’esterno del barattolo.
Ho utilizzato creta fresca creando elementi a alimenti di cucina che si trovano in natura dal fiore classico,coccinella,farfalle,funghi,tortellini e sassi.
Ogni barattolo ha la proprio coperchio stilizzato e incollato.
Io ho scelto il giallo perché il mio colore preferito ma si possono realizzare con i colori che volete.

Se siete interessati che realizzi questo tipi di lavoretto l’unico favore che vi chiedo è di fornirmi voi dei vostri barattoli in questo modo il costo è decisamente economico.
Per i coperchi posso utilizzare la creta come ho fatto per i miei,fimo o posso dipingerveli a mano.
I barattoli se li volete a tinta unita come il miei basta che scegliate il colore se invece volete che siano dipinte possiamo scegliere insieme il tema.
Per info o commissioni guardate il primo post dove trovate le due e – mail.
Vi aspetto presto


martedì 28 ottobre 2014

Mobile bianco decorazione con fiori tropicali

Buon pomeriggio,
il precedente articolo che vi ho proposto era realizzato per il bagno e quanto segue è realizzato sempre per il bagno o se tenete tale mobiletto bianco nello sgabuzzino.
Anche in questo caso è stato realizzato per la mia casa e ve lo ripropongo se foste interessati a questo tipo di decorazioni.
Io e il mio compagno abbiamo scelto questo tipo di decorazione cioè fiori tropicali semplicemente per ravvivare il bianco e banale mobiletto bianco.
Abbiamo comprato il mobiletto da Brico Io in offerta lo scorso anno mentre per realizzare abbiamo sempre comprato i colori da Brico Io nell’angolo hobbistica e qualcosa al Brico Center.
Premetto che i colori sono acrilici ad acqua resistono e rimangono brillanti a lungo ciò significa che quando vorremmo cambiare dipinto basta passare con una spugna bagnata e togliere il colore.
Questi tipi di colori non rovinano affatto il mobile e sono semi permanenti.
Ho riutilizzato mescolando i colori basici: blu e giallo per ottenere il verde e schiarire con il bianco.
In un tempo relativo di 2 ore sono riuscita ha ottenere questo risultato e si è asciugato nel pomeriggio in pochissime ore (realizzato nel mese di febbraio).
La scelta è minimal e le decorazione dei fiori sono solo nelle ante superiori in modo da non rendere pesante la decorazione (vi ricordo che il mio bagno ha le mattonelle verdi e bianche con greche di fiorellini blu).
SIMBOLO DEL FIORE: I fiori hanno molti significati, da Oriente a Occidente, nel corso dei secoli i fiori hanno rappresentato il mezzo migliore per trasmettere precisi messaggi. E' quindi utile conoscere questo patrimonio simbolico per donare il fiore giusto per ogni occasione e per dare forza all'espressione di un sentimento.
Ci sono fiori adatti ad ogni occasione: per dichiararsi, per esprimere passione, possesso gelosia, tenerezza, ecc..

I fiori hanno un loro linguaggio, che può essere utile nel momento in cui non troviamo le parole. Questa pagina web vuole rappresentare una piccola guida al linguaggio dei fiori.
Ibisco: Pianta dai fiori grandi e colorati, che però sfioriscono in poche ore. A Thaiti le ragazze usano adornarsi i capelli coi fiori di Ibisco, in quanto simbolo di bellezza precaria, come quella di una giovane donna. Corteggiamento.
Oltre all'ibisco ho realizzato altri fiori quali l'orchidee e qualche foglia tropicale per rendere la pittura armoniosa
Posso realizzare altre decorazioni simili con fiori o altro in mobili o pareti.
Vi lascio il link dove ho trovato il significato del fiore che ho realizzato e se volete posso realizzare altri fiori qui indicati: http://www.carlosarno.it/carlosarno/altro/significatofiori.htm
Se siete interessati a questo tipo di lavoro potete contattarmi alle due mail che trovate nel primo articolo del blog.

Rimango a vostra disposizione e vi aspetto presto!!!

Accessori per il bagno con decorazioni di rami di Quercia e Ghinanda stilizzata

Buongiorno,
questo è il mio primo articolo non più di presentazione ma specifico.
Premetto che questi che vedete sono fatti per casa mia e gli avevo comprati per abbinarli nel mio bagno (piastrelle verdi con greche di fiorellini blu).
Ho acquistato questi accessori all’Obi dopo varie ricerche l’ho trovate in modo che staccassero rispetto alle decorazioni del bagno,dei sanitari e dei mobili quindi il costo è veramente irrisorio rispetto a quelli realizzati in maiolica da artigiani specializzati.
Io li ho personalizzati utilizzando un pennarello oro.
La scelta è quella di ricreare rami semplici stilizzati di Quercia con in alcuni sono presenti delle piccole ghiande (di buon auspicio).

Una idea del genere può essere una regalo molto semplice per una coppia che si sta per sposare o che sta per andare a convivere,il semplice motivo che la quercia come altri simboli della Natura simboleggia la famiglia.
L’albero in genere è un simbolo,le nostre origine,le radici,i fiori,alcuni frutti quali la ghianda,l’olivo o le foglie d’edera simboleggiano la forza,la fertilità tutte legate tra di loro verso il tema della famiglia.
ALBERO : l’immagine biblica dell’albero della vita alle parole di Alce Nero, il mistico Sioux che lo rappresenta al centro del cerchio del mondo, l’albero costituisce un’immagine universale e archetipica, un simbolo potente che vive e si moltiplica, nello spazio e nel tempo, in un’infinita varietà di forme.Le numerose risonanze che quest’immagine suscita, ruotano fondamentalmente attorno a due caratteristiche che tutto il mondo vegetale, di cui l’albero è simbolo, possiede: da una parte l’essere connesso a due regni, il cielo e la terra, rappresentarne lo scambio e l’intima necessità di completamento, dall’altra, l’immagine di un percorso, inteso come processo di crescita e di evoluzione. Unendo il cielo alla terra, l’albero si ‘radica’ sia in alto che in basso, affondando come radici i suoi rami nell’etere, congiungendo così il mondo luminoso della coscienza a quello oscuro e sotterraneo dell’inconscio. Nutrendosi sia dell’”immateriale celeste” che del “materiale terrestre”, l’albero permette e nutre la vita fisica sulla terra, dove è indispensabile, ad un livello anche semplicemente biologico, per la cosiddetta funzione di fotosintesi che compie.
Questa vitale mediazione fra mondi opposti, reca con sé l’aspirazione ad un cammino di crescita e di evoluzione: il tenero germoglio che, nutrito da una potenza sacra, diviene albero fino farsi asse del mondo, manifestandosi nel cosmo ed irradiandosi in ogni parte di esso, rappresentazione vivente del centro e della totalità.
Risonanza simbolica: attraverso l’immagine dell’albero che continuamente si rinnova e rinasce, prendendo alimento da una sorgente sacra al centro del mondo, l’umanità ha modellato e dato corpo a una delle sue più profonde aspirazioni, la rinascita ed il perenne rinnovarsi della vita, la propria centralità nel cosmo, l’incessante anelito ad un mondo armoniosamente ordinato.
Quindi abbiamo capito che l’albero in se rappresenta noi stessi e l’evoluzione è forse per questo che i disegni dei bambini nella scuola d’infanzia in poi vengono studiati da psicologi e insegnanti per capire i la psiche del bambino.
Ma ora parliamo del simbolo che ho realizzato io:
GHIANDA & QUERCIA:
La ghianda per i miti celtici era associata alla vita, alla fertilità e all'immortalità. I Druidi inghiottendo la ghianda, riconoscevano le loro doti  profetiche; le ghiande erano anche il frutto sacro de Thor, come  Albero di Vita – l’albero di quercia, le foglie e le ghiande di quercia formano uno dei "magici" circoli di segni, che, secondo gli astrologi, raffigurano la protezione o l'abbondanza naturale.La ghianda per molti popoli fin dai tempi antichi era considerata simbolo di vita, di fertilità, di salute, di virilità.
Il valore simbolico della quercia è dovuta al fatto maschile che la ghianda ricorda i testicoli di un uomo. La ghianda nei popoli germanici era considerata sacra, era l'emblema del dio Thor Gli antichi romani credevano che la ghianda avesse proprietà curative, che fosse in grado di ringiovanirti. In passato una ghianda indossata come un amuleto, ti proteggeva contro l'invecchiamento e l'alcolismo.
In conclusione quello che ho realizzato rappresenta l’uomo in questo caso la famiglia,la vita e la creazione di una famiglia.
Posso realizzare decorazioni con altri simboli quali l’ulivo,la vite e l’uva e per non ultima l’edera.
Se avete ancora voglia di leggere l’articolo vorrei spiegarvi questi simboli che fanno parte della Natura cosa rappresentano.
L’ULIVO:
La storia dell'olivo è profondamente legata a quella dell'umanità; nelle origini di questo prezioso albero storia e mitologia si intrecciano, fino a confondersi. Comparsa per la prima volta probabilmente nell'Asia occidentale, la pianta dell'olivo si diffuse in tutta l'area mediterranea, dove il suo culto fu consacrato da tutte le religioni.
Fin dai tempi più remoti l'olivo venne considerato un simbolo trascendente di spiritualità e sacralità. Sinonimo di fertilità e rinascita, di resistenza alle ingiurie del tempo e delle guerre, simbolo di pace e valore, l'olivo rappresentava nella mitologia, come nella religione, un elemento naturale di forza e di purificazione.
E' ormai accertato che la coltivazione dell'olivo risale ad almeno 6.000 anni fa: ne fanno fede racconti tradizionali, testi religiosi e rinvenimenti archeologici.
 
Probabilmente la pianta ebbe il suo habitat originario in Siria ed i primi che pensarono a trasformare una pianta selvatica in una specie domestica furono senza dubbio popoli che parlavano una lingua semitica.
Dalla Siria facile fu il suo trapianto in Grecia dove trovò una inaspettata fortuna e applicazione che la resero, poi, indispensabile ai popoli antichi del Mediterraneo.
A conferma della millenaria storia dell'olivo ricordiamo come la tradizione pone di fronte all'antica Gerusalemme il "Monte degli Ulivi", o come la bellezza di questa pianta sia cantata spesso nell' "Antico Testamento" (v. libro del profeta Osea dove il Dio d'Israele è paragonato alla magnificenza dell'olivo). 
Sono circa settanta le citazioni che se ne fanno nella bibbia. D'altra parte che questo fosse un simbolo è chiarito anche dall'episodio della colomba che torna all'arca di Noè tenendo nel becco un rametto d'olivo. Lo stesso nome di Gesù, christos, vuol dire semplicemente unto. La Bibbia racconta che fu un Angelo a dare a Seth, il figlio di Adamo, tre semi da mettere fra le labbra del padre dopo la sua morte. Dalle ceneri di Adamo germogliarono così un cedro, un cipresso e un olivo.
Nella tradizione cristiana, da secoli, viene usato olio d'oliva per la celebrazione di alcuni sacramenti: Cresima, ordinamento sacerdotale, Estrema Unzione. Ed è un rametto di olivo benedetto che viene distribuito a tutti i fedeli la Domenica delle Palme, in ricordo della resurrezione e come simbolo pace.
Nell'antica Grecia agli Ateniesi vincitori venivano offerti una corona di olivo ed un'ampolla d'olio; mentre gli antichi Romani intrecciavano ramoscelli di olivo per farne corone con le quali premiare i cittadini più valorosi.
VITE & UVA :
Uva in tavola: simbolo di vita, di pace, di abbondanza e di fertilità
L’uva è il frutto della vite composto da acini riuniti a formare un grappolo. Le due specie di vite più importanti per la produzione di uva sono: la Vitis vinifera, originaria dell’Europa, dalla quale derivano tutti i vitigni destinati alla produzione di uva da vino e di uva da tavola e la Vitis labrusca, originaria dell’America del nord, destinata principalmente alla produzione di uva da tavola e marginalmente per la produzione di vino.
La Vitis labrusca, essendo immune dalla fillossera che aggredisce le radici della vitis vinifera, è stata utilizzata sia come porta-innesto per la vite europea salvando il patrimonio viticolo destinato a scomparire per l’attacco della fillossera a fine ‘ 800. 
L’importanza e la diffusione della coltivazione di uva da tavola nel mondo è testimoniata dalla sua produzione globale, che nel suo complesso ammonta a oltre 170 milioni di quintali
e in ben 43 Paesi supera la soglia dei 500 mila quintali. L’Italia, con i suoi 13 milioni di quintali, è il Paese leader europeo della produzione e dell’esportazione, mentre a livello
mondiale occupa, nell’ordine, il 4° e il 2° posto. In Italia l’uva da tavola è coltivata nelle regioni meridionali, dove trova l’habitat più adatto in alcune aree particolarmente vocate per condizioni pedoclimatiche e per la presenza di manodopera specializzata, nonché di operatori commerciali di consolidata esperienza, svolgendo un ruolo fondamentale in termini sia economici sia sociali. La concentrazione territoriale della coltura è evidente, se si considera che dei circa 67.000 ettari registrati in Italia nel 2008, il 93% si trova in tre sole regioni: Puglia, Sicilia e Basilicata, con la prima che copre il 66% dell’intera superficie vitata nazionale.
Nel nostro Paese la coltivazione dell’uva da tavola è andata man mano crescendo a partire dai primi decenni del secolo scorso, portandosi progressivamente verso le aree più vocate,
fino a diventare una coltura tipica solo dell’Italia meridionale e in particolare di due regioni, la Puglia e la Sicilia, che contribuiscono rispettivamente con circa il 70 e il 20% al totale nazionale. L’ampelografia, cioè la scienza della classificazione dei vitigni,divide le uve in funzione dell’impiego cui sono destinate: esistono perciò uve da vino, da tavola, a duplice attitudine (sia da vino sia da tavola) e da essiccare. Secondo alcuni studiosi la vite sarebbe apparsa sulla Terra assai prima dell’uomo.
Si sono trovate tracce della sua coltivazione risalenti a quattromila anni fa ed alcuni reperti archeologici testimoniano del suo consumo fin dall’età preistorica. In Italia il consumo dell’uva da tavola allo stato fresco ha tradizioni antichissime. Le varietà più comuni sono la luglienga perché matura a fine luglio, il 26 giorno di sant’Anna: uva di “ prima epoca “ e la regina dei vigneti con acini grossi e gialli di sapore moscato.
Seguono le uve che maturano a ferragosto della “ seconda epoca“ con acini neri come il moscato d’Amburgo . Quelle di “ terza epoca “sono il moscato di Terracina con acini giallo dorati, l’Italia bianchi grossissimi e lo zibibbo ad acini ambrati e per finire il pizzutello dagli acini bianchi allungati della “ quarta epoca “ Poche uve maturano prima e sono considerate precocissime come, primus a grossi acini giallo dorati o precoci come la cardinal a grossi acini rotondi e consistenti, rosso violacei.
La croccantisima uva “ Italia “ presente da agosto a dicembre, dal chicco di grosse dimensioni, apprezzatissima sui mercati esteri è in assoluto la più pregiata tra le varietà nostrane; la sua disponibilità al consumo fino a Natale non è garantita dalla conservazione, ma dalla coltivazione particolare dei vigneti che, ricoperti con pellicole plastiche, consentono la ritardata maturazione dei grappoli. Un tipo particolare è l’uva “Concord“, meglio conosciuta come uva americana che deriva dall’uva selvatica, i cui semi furono piantati per la prima volta ne 1853 a Concord ( da cui il nome ) nel Massachusetts.
Simbolismo dell’uva.
“un grappolo d’uva ha una tale forza simbolica sia pagana sia cristiana da andare al di là della semplice rappresentazione di un frutto - dichiara Attilio Scienza nel suo intervento a Bari in occasione dell’incontro “Valori e valore dell’uva italiana”, organizzato da Bayer CropScience - inizialmente destinato alle mense dei ricchi fino al Medio Evo, con l’età moderna l’uva a tavola esce dai giardini dei signori, divenendo nell’’800 oggetto di una coltivazione industriale, non solo destinata all’autoconsumo o al commercio locale.
L’uva ha sempre rappresentato sulle tavole l’allegoria della ricchezza, e ancora oggi non può mancare a fine anno come simbolo benaugurale di salute, benessere e prosperità.
Inoltre, a differenza del vino, l’uva da tavola è apprezzata da tutti, superando ogni barriera culturale e religiosa.”
EDERA:
L'edera era nell'antichità uno dei simboli di Dioniso.
Una delle tante leggende racconta che l'edera comparve subito dopo la nascita del dio per proteggerlo dal fuoco che bruciava il corpo della madre in seguito ad un fulmine lanciato da Zeus. Per questo motivo i tebani avevano consacrato questa pianta a Dioniso e la chiamavano "perikiosos = avvolgitore di colonne".
Al di là dei vari miti che si narrano su questa pianta, è interessante chiedersi come mai l'edera sia stata associata alla vite, l'altra pianta sacra al dio Dioniso. Una spiegazione la fornisce W. F. Otto (storico delle religioni e filologo) affermando che mentre la vite durante la stagione invernale giace come morta per rinascere con la primavera e l'estate dando il suo "succo infuocato", l'edera fiorisce in autunno dando i fiori in primavera. Inoltre mentre la vite ha bisogno di luce e calore, l'edera di ombra e di freddo per germogliare e fruttificare. Tutto questo per rappresentare il dualismo di Dioniso: luce ed oscurità, freddo e calore, vita e morte.Dioniso però era anche il dio dell'innocenza e della spensieratezza e all'edera, con la quale si cingeva il capo ed avvolgeva il suo bastone, veniva anche dato il significato di innocenza e innocuità. Da questo probabilmente è derivata l'usanza di appendere o rappresentare le osterie con un tralcio di edera a rappresentare l'innocenza e  la non dannosità del vino.  Dioniso era considerato anche il dio del trasporto amoroso oltre che mistico per cui l'edera bene lo rappresenta. Infatti nel vocabolario amoroso l'edera rappresenta la passione che spinge gli amati ad avvolgersi l'uno all'altra come fa l'edera sui tronchi degli alberi. In India infatti questa pianta è considerata il simbolo della concupiscenza. Un'altra credenza legata all'edera, nei paesi dell'Europa centrale e meridionale, è quella di usarla nei periodi natalizi assieme all'agrifoglio per adornare l'uscio delle case ed i camini per tenere lontani i folletti che durante tale periodo amavano fare scherzi. 
Quello che vi propongo è il ramo di Quercia con la ghianda ma se lo desiderate posso realizzare anche le altre possibilità che vi ho mostrato o se volete a scelta altri simboli.

Ho realizzato 3 pezzi per il mio bagno ma posso replicarlo.

Se desiderate un regalo di questo tipo contattarmi tramite le due e – mail,in un secondo momento vi darò il mio numero di telefono. Massima professionalità e disponibilità.
Prima di farvi il lavoro vi manderò dei progetti,immagini da ricreare o stilizzare,foto del materiale con prezzi e infine contratteremo privatamente.

N.B. I prezzi variano per tanti motivi: costo materiali,decorazione semplice o impegnative,tempo.